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Martedi
7 Settembre
2010
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Accordo SunFarming-Weerlig srl

Accordo SunFarming-Weerlig srl

Accordo commerciale tra la tedesca SunFarming, investitore di primo piano nel settore energetico e produttore di moduli fotovoltaici e la Weerlig srl integratore di sistemi energetici con sede operativa ad Orvieto. A Monaco di Baviera, durante la  principale fiera del mondo fotovoltaico è stato siglato un accordo di collaborazione e fornitura tra l'amministratore delegato di Sun Farming  Martin Tauschke e il presidente di Weerlig ing. Marco Boetto.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Luglio 2010 23:04 )

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Welcome Weerlig......

Con l'apertura dei nuovi uffici in Orvieto, Weerlig srl entra operativamente a far parte del circuito di aziende che offrono servizi e progettualità nelle Energie Alternative. Con una particolare differenza, essendo stata per anni società orientata verso la consulenza internazionale, si porta dietro una compenza oltre la banale definizione di "soluzioni per l'energia alternativa". Le competenze, la Storia ed i Partner di Weerlig, le permettono di essere una Company in grado di destreggiarsi agevolmente sia nei grandi progetti relativi alla sfruttamento della New Energy: Centrali a Biogas, Plasma, Fotovoltaico ed Eolico, Termico Solare e sia nella Old Energy: Investimenti ed Import nei settori Petroliferi e Gas. Due nuovi settori sono ulteriormente entrati a farte della Company: Immobiliare (Real Estate) ed informatico (ICT). Il primo con la gestione di importanti progetti legati alla compravendita di Società Nazionali ed Internazionali prevalentemente nel settore Edile, e nella realizzazione di Partnership tra Pool di Aziende Nazionali ed Internazionali, prevalentemente verso il Medio Oriente, il Nord Europa ed i nuovi Paesi dell'Est Europa entrati a farte della CE,  con l'intento di farle incontrare sui loro rispettivi "terreni" e realizzare accordi commerciali di grande rilevanza. Il secondo nella realizzazione di infrastrutture tecnologiche e consulenza nel campo delle Scienze Informatiche e delle Telecomunicazioni.

L'approdo della notizia su ORVIETO.COM, vuole essere il segnale di un rinnovamento operativo ma anche mentale su quelle che saranno le nuove politiche del portale Orvietano. Preminente d'ora innanzi sarà l'offerta e la proposta di New, Articoli e Notizie nei campi delle sciente applicate alle soluzioni energetiche e tecnologiche ed alle relative proposte del mercato. Il tutto verificando e vagliando attentamente che esse siano in linea con la politica del portale improntata alla Knowledge Trasmission.

Per cui benvenuta Weerlig

Weerlig Srl
P.za del Commercio, 8 - Piano 2.o - 05018 Orvieto (TR) - Italy
Tel-Fax + 39 0763 300.936 - Tel Voip +39 0763 210.591

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 19 Luglio 2010 18:48 )

La certificazione energetica degli edifici

La certificazione energetica degli edifici

Viene introdotta in Italia dal Dlgs n. 192 del 19 agosto del 2005, che recepisce la direttiva europea 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia. Si tratta di un documento che qualifica energeticamente l’edificio attraverso la valutazione dei suoi “consumi” (in analogia a quanto avviene con le classi energetiche degli elettrodomestici), ed ha anche lo scopo di individuare e promuovere gli interventi di miglioramento più efficaci e convenienti.
La certificazione è già obbligatoria per i nuovi edifici.

Per gli edifici preesistenti l’obbligo di dotarsi della certificazione scatta al momento della compravendita:
• dal 1° luglio 2007 per gli immobili di superficie utile superiore a 1.000 m2, se venduti in blocco;
• dal 1° luglio 2008 per quelli di superficie utile inferiore a 1.000 m2, sempre se venduti in blocco;
• dal 1° luglio 2009, per le singole unità immobiliari.
In sua mancanza gli immobili non potranno essere né acquistati, né venduti. Copia del certificato dovrà essere messa a disposizione del conduttore in caso di locazione.
In generale, la certificazione prevede che un professionista abilitato faccia un check-up dell’edificio e, sulla base dei dati rilevati, ne calcoli i consumi e ne attribuisca la classe energetica. Egli deve inoltre indicare gli interventi utili a migliorare le prestazioni dell’edificio, quindi a diminuire i consumi e salire alle classi superiori.

Per maggiori informazioni:  info[at]weerlig.it , oppure telefona in redazione allo 0763.300.936

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Luglio 2010 22:57 )

Promemoria nucleare

Promemoria nucleare

10 Lug, 2008 at 12:14 PM

- 439 sono i reattori nucleari funzionanti nel mondo (104 USA, 59 Francia, 55 Giappone, 31 Russia)
- questa produzione copre il 6,4% di tutta la energia prodotta nel mondo, e il 15% dell’energia elettrica mondiale
- il fotovoltaico copre il 6,4 della produzione globale di elettricità (fonte European Photovoltaic Industry Association), cresce del 40% annuo
- nel 2006 l’eolico copriva l’1% della produzione globale, cresce del 25% annuo
- dal 1978 negli Usa e dal 1991 in Francia non sono state più costruite nuove centrali nucleari
- secondo AIEA (agenzia internazionale energia atomica) le riserve di uranio sono di 4,7 milioni di tonnellate e si trovano in Australia (28%), Kazakistan (18%) e Canada (12%)
- l’uranio andrà in esaurimento a consumo attuale, nel 2055, con nuove centrali molto prima. Il costo dal 2005 al 2008 si è quadruplicato (da 20 a 85 dollari)
- problema irrisolto: lo stoccaggio delle scorie. Solo gli USA hanno realizzato una soluzione, ma soltanto per lo stoccaggio delle scorie di 2° grado, mentre resta incerto il destino delle scorie di 3° grado (ad alta radioattività), che restano accantonate all’interno delle centrali
- nessuna persona onesta è in grado di definire il costo del kilowattora nucleare, perché al prezzo di costruzione della centrale, quelle di ultima generazione costano 4/5miliardi di dollari (fonte Rubbia), si deve aggiungere, dopo circa 40 anni di esercizio, il costo dello smantellamento e lo stoccaggio delle scorie, processo che costa più della costruzione della centrale nuova, a cui si deve aggiungere il costo della sorveglianza dei siti di stoccaggio per centinaia di anni.
- per costruire la centrale Usa di Maine Yankee negli anni 60 sono stati spesi 231 milioni di dollari, recentemente ha finito il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati stanziati 635milioni di dollari (Ecoage.com)

in Italia la cosa si complica. Nel 2006 (19 anni dopo la chiusura di tutte le centrali nucleari per il referendum) l’effettivo smantellamento aveva interessato solo il 6% delle strutture, mentre la maggior parte delle spese (che paghiamo noi in bolletta elettrica) è stata dedicata a mantenere in sicurezza l’esistente. La stima più recente, contenuta nel piano industriale della Sogin (la società costituita per risolvere il problema nucleare) è di circa 4,3 miliardi di Euro, la data di fine bonifica sarebbe il 2024, se nel frattempo fosse operativo il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (che si tentò di fare a Scanzano, in Basilicata, ma fu bocciato dalla insurrezione popolare).
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Per fermare per sempre il nucleare, basterebbe chiedere che i lavori iniziassero appena demolite le vecchie centrali e messe in sicurezza le scorie radioattive, anche perché, senza terminare questa operazione non si può stabilire con esattezza quanto ci costa un kilowatt creato col nucleare

- gli impegni internazionali presi dall’Italia di ridurre le emissioni dei gas-serra prevedono pesanti sanzioni se questi impegni non verranno onorati. Il fotovoltaico e il solare termodinamico hanno brevi tempi di realizzazione, mentre il lungo ciclo di costruzione del nucleare (15 anni) farebbe aumentare le spese per le multe che andrebbero conteggiate nel costo della scelta nucleare.

Qualche riflessione etica. E’ immorale fare la scelta nucleare considerando che si lascia alla TERRA una eredità di inquinamento molto pericoloso per decine di migliaia di anni e che il ciclo del nucleare civile serve anche a quello militare e quindi questa tecnologia, se adottata massicciamente, aumenta i pericoli di proliferazione di armi atomiche.

E’ stupido fare centrali costosissime che dipendono dall’uranio, che è in esaurimento, controllato da pochi, e significa passare dalla dipendenza dal petrolio a quella dall’uranio, mentre il sole è democratico e gratis e brilla su tutti gli uomini.

Nel deserto del Nevada è stato realizzato un impianto solare termodinamico del costo di 200 milioni di dollari, 64 megawatt di potenza, realizzato in 18 mesi. Questo tipo di centrali è realizzabile in quasi ogni parte del mondo, decentra la produzione di energia, porta lavoro e l’energia diffusamente sul territorio, non produce scorie e non ci sono pericoli per incidenti. E’ in grado di produrre tutta l’energia di cui un paese ha bisogno, basta scegliere di finanziarle e costruirle.

Ma la caratteristica più importante della scelta solare è quella della microgenerazione diffusa sul territorio, dai tetti dei capannoni industriali a quelli delle case, alla costruzione di centrali termodinamiche non gigantesche legate e utili al territorio cittadino, senza monopoli né multinazionali a dettare legge sui prezzi, come accadrebbe sicuramente con il nucleare.

Molto positiva è il progetto dell’ATM di Milano che prevede di alimentare la linea 1 della metropolitana con pannelli fotovoltaici installati sui tetti del deposito di Precotto (fonte l’Espresso 12.6.08 pag.141).

La lobby del nucleare è legata agli Usa, che probabilmente ci venderebbero i reattori Westinghuose chiavi in mano, e ai paesi produttori di uranio.

Sono tali e tanti i pericoli e le assurdità del nucleare che i suoi sostenitori prezzolati hanno senza altro un profilo cinico e criminale, ben sapendo che la tecnologia solare può produrre la stessa quantità di energia a parità di denaro investito (smantellamento compreso) e non lascia eredità radioattive alla nostra terra.

tratto da luogocomune.net

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Luglio 2010 23:00 )

Le centrali nucleari sicure? Ecco un esempio

Le centrali nucleari sicure? Ecco un esempio

MILANO — Trenta metri cubi di acque usate contenenti 12 grammi di uranio per litro (quindi 30mcubi=30.000 litri=360.000grammi=360Kg: fa meno senso dire 12 grammi al litro che 360kg di uranio!!!) si sono riversate ieri, per cause accidentali, in due fiumi — La Gaffière e L'Auzon — nel sud della Francia. Le acque provenivano dal sito nucleare di Tricastin a Bollène, nel distretto di Vaucluse, a circa 40 chilometri da Avignone. L'allarme è rientrato quasi subito (l'incidente è avvenuto intorno alle 6,30 del mattino): l'agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha parlato di «rischio debole per la popolazione». Dello stesso parere i prefetti dei dipartimenti di Vaucluse e Drome. Le autorità locali hanno comunque preso misure di precauzione. Nei comuni di Bollèn e, Lapalud e Lamotte- du-Rhône sono stati vietati la presa d'acqua dai pozzi e l'impiego dell'acqua dei fiumi per irrigare i campi. Vietati anche la pesca, il consumo di pesce e i bagni nelle acque inquinate. L'incidente è avvenuto durante un'operazione di pulizia di una cisterna nello stabilimento Socatri, azienda del gruppo Areva, in attività dal 1975."

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Luglio 2008 12:35 )

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Torre del Cardinale
Near Orvieto, on an beautiful hill,...

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